Cuba una minaccia per gli Stati Uniti … Boom

Di Andrea Puccio. Occhi sul mondo.

A costo di sembrare insistente, ma quanto deciso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump nei confronti di Cuba con la firma dell’ordine esecutivo nel quale l’isola viene definita una minaccia inusuale e straordinaria per gli Stati Uniti e la regione è particolarmente grave sia per le implicazioni pratiche che comporterà per Cuba, sia, soprattutto, per i motivi che hanno portato a questa decisione.

Cosa abbia di tanto inusuale e straordinaria la minaccia di Cuba nei confronti degli Stati Uniti lo sa solo il reuccio della Casa Bianca e i suoi scagnozzi. Talmente straordinaria e inusuale che gli Stati Uniti stanno sottoponendo l’isola al più lungo e genocida blocco economico, commerciale e finanziario della storia dal 1962. Cosa ha quindi di tanto straordinaria questa decisione?

Dal punto di vista pratico questa decisione, unilaterale e ingiustificata, potrebbe privare l’isola dei combustibili necessari per la produzione di energia elettrica e per la mobilità nel paese. Nel dettaglio i dazi che Trump ha imposto a chiunque commerci petrolio o combustibili con Cuba potrebbe scoraggiare le vendite all’isola con la conseguente paralisi di tutte le attività. Non solo la produzione di energia elettrica sarebbe colpita, ma anche chiaramente la mobilità, la salute, l’istruzione e così via.

Parte della produzione di energia elettrica avviene in centrali termoelettriche che ovviamente per funzionare hanno bisogno di carburanti. La mancanza di corrente colpirebbe in maniera indiscriminata sia la popolazione direttamente perché resterebbe senza energia elettrica nelle case con gli ovvi problemi, sia le istituzioni statali e gli ospedali. In questi ultimi sarebbero interrotte le cure dei malati, le dialisi, gli interventi chirurgici, la somministrazione di medicinali, tutti gli esami e molto altro con conseguenze devastanti sulla popolazione e sui malati. Una situazione questa di una gravità assoluta e soprattutto di una malvagità senza precedenti perché condannerebbe a morte migliaia di persone rimaste senza cure. Ma si sa, per tutelare gli interessi di una ristretta cerchia di cubani americani che sostengono il presidente Trump e il suo socio in affari Rubio, si può mettere a rischio la salute di milioni di cubani, gli stessi che sono parenti di coloro che auspicano un’invasione armata nel paese. Se poi gli dici che sono dei servi che stanno svendendo la loro patria ai gringos pure si offendono …

Analizzando i motivi per cui Donald Trump ha emesso il suo ordine esecutivo verrebbe, se non fosse una cosa seria, da ridere. Cuba viene definita un paese terrorista, talmente terrorista che mai ha compiuto un atto di questo tipo in nessuna parte del mondo. Un paese terrorista che ha subito dal trionfo della rivoluzione non so quanti attentati dentro e fuori dal suo territorio.

L’isola è stata inserita nuovamente nella lista dei paesi che presumibilmente sponsorizzano il terrorismo dal pacifista della domenica che si aggira alla Casa Bianca nel gennaio dello scorso anno subito dopo essere entrato nella sala ovale. E’ interessante notare che Cuba si presume stia sponsorizzando il terrorismo, quindi non è certo. Per gli Stati Uniti il diritto internazionale è un optional da rispettare solo quando gli fa comodo. Normalmente una persona  è innocente fine a prova contraria, non è colpevole perché si presume abbia compiuto un reato. Per la Casa Bianca invece la frittata si capovolge: Cuba è colpevole perché presumono, senza certezza, che stia patrocinando il terrorismo. Come se uno venisse condannato solo perché la polizia presume che abbia rubato un milione di euro. Ma sappiamo bene che dove abita   lo Zio Sam le leggi si applicano secondo necessità, e definire Cuba un presunto paese terrorista serve per inasprire il già duro blocco economico, commerciale e finanziario applicato dal 1962 all’isola dagli Stati Uniti, blocco firmato proprio da quel presidente statunitense di nome J.K. Kennedy che per molti ha rappresentato una svolta per gli Stati Uniti. Se tutti conoscessero la verità …

Sempre sul terrorismo di stato degli Stati Uniti non posso non ricordare gli oltre 600 attentati compiuti nei confronti di Fidel Castro dalle varie amministrazioni statunitensi, gli attentati alle ambasciate cubane, l’attentato che ha causato lo scoppio in aria del volo della Cubana de Aviacion che ha causato 73 morti, i vari attentati negli hotel sull’isola nel quale è deceduto anche un cittadino italiano, Fabio Di Celmo, l’uso di armi biologiche per sterminare l’intera popolazione suina dell’isola, la diffusione del denque e così via. Quindi sarebbe Cuba il paese terrorista.

Cuba viene accusata poi di ospitare membri di gruppi terroristici come Hamas e Hezbollah sul suo territorio. Se c’è un paese che ospita terroristi sul suo territorio non è certamente Cuba, infatti  noti terroristi vivono in tutta tranquillità negli Stati Uniti.  

I terroristi Orlando Bosch e Luis Posada Carriles, autori dell’attentato all’aereo della Cubana de Aviacion, sono morti in piena libertà in Florida, feudo del segretario di stato degli Stati Uniti Marco Rubio. Inoltre lo stesso Posada Carriles ammise in un’intervista di essere il mandante dell’attentato all’Hotel Copacaban dove morì il cittadino italiano, aggiunse poi che Fabio Di Celmo si trovò nel posto sbagliato al momento sbagliato. Un’ammissione che però il nostro governo, da sempre servile agli Stati Uniti, non ha ritenuto sufficiente per chiederne l’estradizione e sottoporlo a un giusto processo.

Poi il governo cubano starebbe ospitando basi militari di paesi ostili agli Stati Uniti come Russia e Cina per fornirgli intelligence. Ovviamente tale affermazione, come le altre non viene accompagnata da alcuna prova, ma si sa, agli Stati Uniti non sono necessarie prove per condannare senza appello qualcuno, bastano le loro parole per emettere una sentenza di morte. Se poi fosse vero dov’è lo scandalo? Forse perché Cuba è a 80 miglia dagli Stati Uniti, ma allora cosa dire  delle basi degli Stati Uniti a pochi chilometri dal confine con la Russia? E’ chiaro che loro possono mettere basi militari dove vogliono, gli altri, vedi Cuba, non possono farlo perché così facendo minacciano la sicurezza degli Stati Uniti.

Tutte queste giustificazioni sono chiaramente strumentali, a leggerle sembra di assistere al festival delle menzogne, un festival a cui partecipano come spettatori tutti i governi dei paesi occidentali. Di fronte a questa sequela senza fine di menzogne nessuno dei governi, che si rifanno al diritto internazionale quando Trump minaccia di prendersi la Groenlandia, ha il coraggio di ribattere.

Uno spettacolo vergognoso che affossa qualunque credibilità, ammesso ancora i paesi occidentali ne abbiano. Un teatrino in cui a tirare i fili delle marionette che stanno nei nostri governi troviamo, questa volta, Donald Trump, un teatrino che si mobilita quando fa comodo alla Casa Bianca e che permette allo stato terrorista per definizione di compiere massacri nella striscia di Gaza con l’appoggio e i finanziamenti di colui che ambisce al Premio Nobel per la Pace.

Su Cuba e su quanto accaduto in Venezuela tutti zitti con la coda tra le gambe come  dei buoni cagnolini che sanno abbaiare solo quando il padrone non sente. Cuba rischia la catastrofe, ma per sconfiggere il nemico comunista agli Stati Uniti è permesso mentire, mettere a rischio milioni di vite, strangolare l’economia di un paese già messo in ginocchio dal sessantennale blocco economico, commerciale e finanziario.

La cosa che più mi indigna non è la posizione chiaramente a favore delle politiche genocide degli Stati Uniti tenuto dal nostro governo, ma l’assoluto silenzio di quella che si definisce sinistra. Le prese di posizione contro le politiche trumpiane nei confronti di Cuba sono poche e tardive. Per questi sinistrati il governo di Cuba è un governo dittatoriale che affama la popolazione, che viola costantemente i i soliti diritti umani, incapace di provvedere alle esigenze dei cubani dimenticandosi di proposito il blocco, e per questo occorre un cambio di governo anche se questo comporterà la perdita di vite umane. Come stupirsi se hanno mandato al macello centinaia di migliaia di ucraini nella guerra scatenata dalla Nato contro la Russia. Cosa vuoi che sia qualche cubano, basta sconfiggere il comunismo per loro.

Non mi aspetto un aiuto dalla stampa di regime, questa non perde occasione per denigrare e attaccare frontalmente con una massa di menzogne o di notizie manipolate ad arte il governo cubano. Neppure i partiti che si definiscono comunisti pare abbiano a cuore le sorti del popolo cubano e della rivoluzione, quella rivoluzione che però non perdono mai di vista quando gli fa comodo per raccattare qualche voto o consenso. Siamo in pochi a denunciar  le reali conseguenze del blocco economico, commerciale e finanziario sulla popolazione cubana, siamo in pochi a denunciare che questa ultima misura sanzionatoria di Donald Trump potrebbe causare una catastrofe nel paese caraibico, siamo pochi quelli che spendono il loro tempo per la causa cubana e per difendere la legittima scelta di Cuba di essere  un paese socialista senza cadere nella falsa retorica o nelle menzogne più bieche.

Dove sono tutti quelli che sventolano le bandiere con la faccia del Che alle manifestazioni? Non basta sventolare una bandiera per essere solidali con un popolo, bisogna scendere in prima linea e diffondere il più possibile la verità su Cuba e non cadere nella solita retorica che cerca di distruggere un paese solo perché per oltre sessanta anni è stato dall’altra parte della barricata o perché ce lo hanno ordinato da Washington.

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