Di Andrea Puccio. Occhi sul mondo.
Cuba non si arrende alle ultime misure decise dal pacifista della domenica Donald Trump nei confronti dell’isola, misure senza precedenti che hanno lo scopo di infliggere al popolo dell’isla rebelde ulteriori sofferenze con la speranza che avvenga una rivolta popolare che porti a un cambio di governo.
Il governo di Cuba ha presentato le misure che adotterà per affrontare l’inasprimento delle politiche di attacco frontale all’isola condotte dagli Stati Uniti. Le misure sono state annunciate dal vice primo ministro del paese, Oscar Pérez-Oliva Fraga, e dai ministri del Lavoro, dei Trasporti, dell’Istruzione superiore e dell’Istruzione durante la trasmissione televisiva Mesa Redonda andata in onda ieri sul canale Cubavision.
“Questa politica coercitiva [degli Stati Uniti] è stata caratterizzata da persecuzioni finanziarie e sanzioni secondarie contro navi e compagnie che cercano di portare carburante nel nostro paese, navi che sono contrattate legalmente da Cuba, esercitando il loro diritto come qualsiasi altro Stato del mondo”, ha detto Pérez-Oliva durante il programma televisivo.
La mossa del governo cubano è stata presa in seguito all’ultima trovata del presidente statunitense Donald Trump che ha dichiarato di imporre dazi del 25 per cento a tutti i paesi che commerceranno prodotti petroliferi con l’isola, una misura che, secondo la Casa Bianca, priverebbe Cuba del petrolio che porterebbe a una paralisi totale dell’isola.
Le. misure intraprese da L’Avana hanno lo scopo di sfruttare al meglio l’uso dei combustibili, di razionalizzare il consumo di energia elettrica e di implementare la capacità di produzione di energia elettrica attraverso l’uso di fonti rinnovabili.
Il vice primo ministro ha indicato che un punto chiave delle misure è “continuare con lo sviluppo e la crescita della produzione nazionale di petrolio”. Ha spiegato che il greggio dell’isola caraibica è pesante e viene utilizzato per generare elettricità. Pérez-Oliva ha dichiarato che siamo già riusciti, alla fine del 2025, a invertire la tendenza alla decrescita della produzione che avevamo avuto negli anni precedenti,
Secondo quanto ha affermato il vice primo ministro il carburante è destinato alla protezione dei servizi insostituibili della popolazione, come gli ospedali, e alle attività economiche essenziali, mentre la produzione di energia elettrica è assicurata dal petrolio nazionale e dalle fonti di energia rinnovabili come il fotovoltaico.
Le autorità cubane hanno annunciato per questo di continuare con lo sviluppo del programma di installazione di parchi solari fotovoltaici. “In mezzo a questa situazione rimangono in atto tutti gli investimenti che garantiranno definitivamente la sostenibilità del nostro sistema elettrico nazionale senza dipendere dall’importazione di carburante. Questa è la strada, questo è il punto dove dobbiamo arrivare”, ha detto Pérez-Oliva.
I servizi sanitari di base per la popolazione e il funzionamento degli ospedali saranno mantenuti, con priorità nella cura delle emergenze mediche, della salute materna e infantile e del programma sul cancro.
Per quanto possibile, saranno protette le attività volte a ottenere entrate in valuta estera necessarie per lo sviluppo economico e sociale del paese.
Il ministro dei trasporti, nel suo intervento, ha assicurato che la programmazione dei voli nazionali e internazionali verrà mantenuta, mentre purtroppo il servizio dei treni nazionali subirà delle modifiche come quello del trasporto con autobus che sarà sospeso.
Seguendo la logica che la salute è un servizio insostituibile ogni territorio darà priorità ai servizi MEDIBUS locali che oggi vengono forniti per il trasferimento dei pazienti alle strutture sanitarie.
Il settore della salute è prioritario e quindi occorre Garantire la vitalità dei servizi medici in generale, verrà creato uno Schema per la protezione dei pazienti con malattie croniche, come il trattamento di emodialisi e i pazienti che hanno bisogno di fluido elettrico permanente nelle loro case, ha aggiunto il vice primo ministro.
Oscar Pérez-Oliva ha dichiarato che è necessario, in questa situazione, incentivare al massimo il potenziale delle industrie locali, integrare le capacità di tutti gli attori economici, al fine di razionalizzare l’uso energetico, mentre il settore turistico, maggior fonte di entrata di valuta per il paese, sarà garantito al meglio anche se occorre una razionalizzazione delle risorse per evitare sprechi.
Nel suo intervento alla Mesa Redonda il Ministro dell’Istruzione Naima Trujillo Barreto, ha spiegato che il servizio scolastico verrà garantito anche se si potranno avere delle modifiche dipendenti dalle caratteristiche specifiche della zona, dal tipo di scuola e dal suo contesto ed in ogni caso occorre preservare il suo funzionamento. “Lo slogan è chiaro: “Come priorità, vogliamo che la nostra scuola sia mantenuta per tutto il tempo”., ha detto.
In linea con questi adattamenti, il ministro dell’istruzione superiore, Walter Baluja, ha confermato che anche le università cubane si stanno orientando verso nuovi modelli per far fronte alla difficile situazione in cui Donald Trump e le sue manie di grandezza ha messo l’isola.
Baluja ha dichiarato che “l’istruzione superiore deve adattare il suo sistema di lavoro a nuove modalità”, una trasformazione che si concretizza in “un passo verso la semi-presenza, sviluppato in base alle condizioni di ogni territorio”. Ha sottolineato che questa non è una pratica sconosciuta, poiché “è stata messa in pratica in altri momenti dal collegio delle nostre università”.
Questa modalità si adatterà alle caratteristiche di ogni ciclo di studio e a ogni università, tenendo conto delle condizioni specifiche di ogni territorio. La progettazione di questi piani non è improvvisata, poiché è stata perfezionata per anni e applicata in situazioni precedenti come fenomeni naturali, carenza di carburante e la pandemia di COVID-19.
Verrà implementato il telelavoro, e per questo il ministro ha sottolineato che, sebbene il lavoro a distanza è incoraggiato, le difficoltà energetiche limitano l’uso intensivo delle tecnologie informatiche e di comunicazione, come è avvenuto durante la pandemia. Tuttavia, sarà completato dall’installazione di moduli fotovoltaici che consentiranno a migliaia di lavoratori di continuare il loro lavoro da remoto.
Tutte queste misure, che sicuramente causeranno non pochi problemi alla popolazione che comunque è decisa a resistere, sono state prese dopo che il 29 gennaio Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che dichiara Cuba come una “emergenza nazionale” sostenendo che l’isola è una minaccia insolita e straordinaria per il paese a stelle e e strisce e per la regione. Il testo accusa il governo cubano di allinearsi con “numerosi paesi ostili”, di accogliere “gruppi terroristici transnazionali” come Hamas e Hezbollah e di consentire il dispiegamento sull’isola di “sofisticate capacità militari e di intelligence” di Russia e Cina.
Successivamente, l’inquilino della Casa Bianca ha riconosciuto che la sua amministrazione mantiene contatti con L’Avana e ha indicato che raggiungeranno un accordo con Cuba, anche se ha descritto il paese caraibico come “una nazione in declino” che “non ha più il Venezuela” per sostenersi.
A sua volta, il presidente di Cuba, Miguel Díaz-Canel, ha affermato: “Questa nuova misura evidenzia la natura fascista, criminale e genocida di una cricca che ha rapito gli interessi del popolo americano per scopi puramente personali”.
Nel frattempo, Mosca ha espresso la sua “ferma volontà di continuare a fornire a Cuba il sostegno politico e materiale necessario”. “Da parte russa è stata confermata la posizione di principio riguardo all’inaccettabilità di esercitare pressioni economiche e militari su Cuba, compreso il blocco della fornitura di energia all’isola, che potrebbe causare un grave deterioramento della situazione economica e umanitaria nel paese”, ha affermato il Ministero degli Esteri.