Per Redazione Riso italiano
Una collaborazione che ritorna, con un ciclo storico che riparte dalla memoria della crisi dei missili del 1963: parliamo dell’alleanza tra Cuba e la Russia, all’epoca Unione Sovietica, ma invece che di armi stavolta si parla di riso. L’azienda statale cubana Agroind S.A. ha raggiunto un accordo con il Consorzio Russo del Riso con l’obiettivo dichiarato di contribuire al raggiungimento della sovranità alimentare di Cuba. Il progetto, presentato nel corso della recente Fiera Internazionale dell’Avana (FIHAV 2025), punta a conseguire rese superiori a sei tonnellate per ettaro attraverso una semina iniziale su 600 ettari nel comune di La Sierpe, nella provincia di Sancti Spíritus. L’iniziativa prevede una successiva estensione delle superfici coltivate fino a 10.000 ettari, con livelli di produttività comparabili a quelli dei grandi produttori asiatici.
Azienda russa con terreni a Cuba
È significativo che l’iniziativa russa segua un percorso analogo a quello già intrapreso in precedenza da operatori vietnamiti sull’isola per quanto riguarda la produzione risicola. All’inizio di quest’anno, un’impresa del Paese asiatico è diventata la prima entità straniera a ottenere l’assegnazione di terreni agricoli a Cuba, inizialmente pari a 308 ettari, per la coltivazione del riso in un’azienda situata a sud della provincia di Pinar del Río. Si è trattato di un’esperienza senza precedenti sull’isola dal 1959. Ne è derivato un modello produttivo con partecipazione vietnamita, in cui la controparte asiatica fornisce sementi ibride, mezzi tecnici e assistenza tecnica, mentre i coltivatori cubani in usufrutto si occupano delle operazioni colturali, incluse semina e raccolta.
Con risultati nettamente superiori alle rese dei produttori locali, il progetto ha raggiunto circa sette tonnellate per ettaro, a fronte di appena 1,5 tonnellate per ettaro registrate nel resto del Paese. Tali risultati dimostrano ancora una volta l’incapacità dello Stato di promuovere una produzione nazionale autosufficiente e confermano che, per la produzione di riso, così come per molte altre colture, Cuba continua a dipendere da partner esterni.
Burocrazia e carenza di carburante
Non si è trattato della prima cooperazione tra Vietnam e Cuba nel settore risicolo. Iniziative analoghe erano già state attuate nello stesso comune di La Sierpe, a Sancti Spíritus, fino al 2022, quando la controparte asiatica ha deciso di interrompere il progetto a causa della persistente inefficienza del sistema cubano.
Nel 2025 i tecnici vietnamiti sono tornati, trovandosi però ad affrontare gli stessi problemi di burocrazia e carenza di carburante che avevano determinato il precedente ritiro. Si tratta con ogni probabilità delle stesse criticità con cui potrebbero confrontarsi anche i partner russi. La produzione nazionale di riso a Cuba ha raggiunto appena 80.000 tonnellate nel 2024, mentre il fabbisogno annuo per il consumo interno è stimato in circa 700.000 tonnellate. La quota restante viene coperta attraverso le importazioni.